Indice del forum

.

.

PortalPortale  blogBlog  AlbumAlbum  Gruppi utentiGruppi utenti  Lista degli utentiLista degli utenti  GBGuestbook  Pannello UtentePannello Utente  RegistratiRegistrati 
 FlashChatFlashChat  FAQFAQ  CercaCerca  Messaggi PrivatiMessaggi Privati  StatisticheStatistiche  LinksLinks  LoginLogin 
 CalendarioCalendario  DownloadsDownloads  Commenti karmaCommenti karma  TopListTopList  Topics recentiTopics recenti  Vota ForumVota Forum

Il profumo
Utenti che stanno guardando questo topic:0 Registrati,0 Nascosti e 0 Ospiti
Utenti registrati: Nessuno

Vai a pagina Precedente  1, 2
 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Moda ed Accessori Moda
PrecedenteInvia Email a un amico.Utenti che hanno visualizzato questo argomentoSalva questo topic come file txtVersione stampabileMessaggi PrivatiSuccessivo
Autore Messaggio
Tartarughina Curiosa

Sexy Turtle
Sexy Turtle


Iscritti

Sesso: Sesso:Femmina
Età: 48
Registrato: 20/03/11 21:20
Messaggi: 20834
Tartarughina Curiosa is offline 

Località: Venezia
Interessi: lettura e ricamo
Impiego: Consigliere di Vendita



italy
MessaggioInviato: 06 Feb 2016 21:21:31    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Il 20° secolo: il profumo sotto tutte le mode

Nella seconda parte del 19° secolo, grazie allo sviluppo della chimica, il profumo si discosta dalle sue origini naturali e scopre le molecole di sintesi. Accusate fino ad allora di essere volgari, le molecole di sintesi diventano espressioni d’arte. I loro odori, a volte sorprendenti, conferiscono note “astratte” alle composizioni, così come l’arte impressionista aprirà la porta a quella concettuale.

L’Esposizione Universale del 1900 attesta per la prima volta il successo del profumo su larga scala: nasce così la profumeria moderna. Il profumo viene considerato come una creazione originale molto vicina ad una creazione artistica: non più basata sull’armonia, ma sul contrasto e su un piano via via sempre più complesso, una vera e propria rivoluzione olfattiva. Sarà il segnale che incoraggerà i grandi creatori di moda a lanciarsi in questa grande avventura, creativa e commerciale.

Aprendo la via a un nuovo approccio di creazione, il couturier Paul Poiret inventa la nozione di couturier-profumiere: una sottile alleanza tra il lusso dell’alta moda e il profumo che non smetterà più di ampliarsi.

1900 - 1920
Dopo lo schock della prima guerra mondiale, che lascia un’Europa esangue, arriva il periodo delle “Années Folles”: la pace finalmente ritrovata richiama a una corsa sfrenata alle novità, a una volontà di godere di ogni istante, a una ricerca di modernità. Il profumo diventa un prodotto di lusso. Siamo in piena Belle Epoque e la silhouette della donna si libera dalle imbottiture.
La Francia, alla ricerca di esotismo, scopre i grandi profumieri francesi come François Coty (il creatore di Chypre), Parfums de Rosine, marchio del couturier Paul Poiret, la Maison L.T. Piver creata nel 18° secolo, Lubin e la sua celebre Eau de Lubin, Guerlain che lancia Shalimar, l’Heure Bleue, Mitsouko, Vol de Nuit. Negli Stati Uniti nascono i primi istituti di cura del corpo e cosmesi.

1921 - 1930
Le donne lavorano e si emancipano, e richiedono pertanto dinamismo e freschezza anche ai loro profumi: le aldeidi conferiscono questo soffio alle creazioni.
E’ a quest’epoca che celebri couturier creano i loro primi profumi, seguendo le tracce di Paul Poiret: le sorelle Callot, Gabrielle Chanel, Jeanne Lanvin, Lucien Lelong… E’ Ernest Beaux, profumiere della società Rallet, che compone nel 1921 per Mademoiselle Chanel il famoso N° 5, prototipo dei profumi aldeidati. Come i suoi tailleur, i flaconi che “vestono” i suoi profumi sono sobri ed eleganti, ornati di una semplice etichetta su fondo bianco sul quale spicca il nome della fragranza in lettere nere. Nel 1927, Jeanne Lanvin lancia Arpège, creato da André Fraysse, nella celebre boccia in cristallo nero disegnata dal suo amico Armand Rateau e decorato da Paul Iribe.
L’euforia che caratterizza ogni aspetto di questo periodo storico si spegnerà con la crisi economica del 1929.

1931 - 1940
Negli anni Trenta c’è la “grande depressione”: la disoccupazione dilaga ovunque e c’è poco posto per il profumo; il grande couturier Jean Patou crea Cocktail Dry, Love of love, Joy. Si serve anche delle notizie di attualità per lanciare nel 1935 Normandie, che commemora la crociera inaugurale del piroscafo e il cui flacone in vetro e acciaio ne riprende la forma. Seguiranno Vacances nel 1936 per festeggiare le prime ferie pagate, poi Colony a forma di ananas stilizzato. In Italia vengono fondate Adam nel 1935 e Satinine nel 1930. Nasce Fabergè nel 1938 ed Elizabeth Arden crea nel 1935 la sua prima fragranza. Poi scoppia la guerra e la moda si adatta alle restrizioni.

1941 - 1950
Dopo la guerra si annunciano tempi nuovi. I grandi sarti impongono fragranze di carattere: Dior lancia il New Look, a ciascuno il suo stile, si usa un profumo di alta moda per farsi notare. Esce Marie Claire, primo settimanale femminile rivolto al grosso pubblico che parla di moda e di bellezza. I profumi celebrano il ritorno della pace, come Nina Ricci con il suo profumo Coeur Joie, Elsa Schiaparelli con Le Roi Soleil, in uno straordinario flacone disegnato da Salvador Dalì. Altri couturiers lanciano i loro profumi anch’essi accolti nell’antologia della profumeria francese: Vent Vert di Balmain, Ma Griffe di Carven, Bandit de Piguet composto da Germaine Cellier, l’Air du Temps di Nina Ricci, Miss Dior di Christian Dior, Cabochard di Grès. Nasce Lancôme nel 1949. Nel 1948 Helena Rubinstein crea la sua prima fragranza.
Si forma una nuova generazione di creatori, tanto inventivi che talentuosi. Mentre i grandi profumi dell’epoca si chiamano con nomi evocativi di eventi o sensazioni, il compositore di profumi Edmond Roudnitska crea nel 1944 Femme che il couturier Marcel Rochas lancia nel 1945. In Italia nascono la Morris e la Victor nel 1949.

1951 - 1960
Con la liberazione, gli Americani portano in Europa chewing gum, blue jeans e rock’n roll. Anche la vita delle donne si trasforma: costrette a lavorare nelle fabbriche per sostenere lo “sforzo bellico”, le donne hanno scoperto l’indipendenza economica. Il prêt à porter sostituisce poco a poco la confezione di sartoria. Anche i profumi diventano più accessibili: sono alla portata di tutti ed emanano fragranze meno complesse: case cosmetiche come Estée Lauder nel 1953 creano le loro prime fragranze. Gli anni Cinquanta vedono nascere le eau de toilette maschili. Lavanda e vetiver sottolineano una eleganza discreta ma il profumo maschile resta legato al rito della rasatura: nascono Hermès nel 1951 e Vidal nel 1955.

1961 - 1970
Negli anni ‘60 il movimento hyppie, nato a San Francisco, predica un ritorno alla natura, il rifiuto delle costrizioni, l’uguaglianza dei sessi, la ricerca dei paradisi artificiali al grido di “fate l’amore, non la guerra”. Musica pop, giacconi di cuoio nero, capelli lunghi, sono i simboli di questa gioventù ribelle. Dalle manifestazioni contro la guerra del Vietnam al maggio ’68, un vento di ribellione soffia ovunque tra i giovani e si diffonde in Europa. La gioventù scopre l’India, i suoi guru, le sue sette e i suoi aromi: si profuma di sandalo, di musc e di patchouli e brucia bastoncini di incenso.
Parallelamente a questa anti-moda, l’haute couture si orienta verso il prêt-à-porter di lusso con Yves Saint-Laurent, Daniel Hechter, Paco Rabanne, Cacharel, Courrèges. Dior lancia Eau Sauvage, creata da Edmond Roudnitska: a un tempo discreta e persistente, segna l’avvento della profumeria al maschile e apre la via alle eau frâiche femminili, mascoline e androgine. Nascono Capucci nel 1963, Emilio Pucci e Aramis nel 1966, Puig nel 1968 e Shiseido nel 1969.

1971 - 1980
Gli anni ‘70 inaugurano un periodo di reale apertura all’estero di cui beneficia largamente la cultura americana. Le nuove tecniche di commercializzazione riflettono perfettamente questo movimento: non si tratta più di produrre e di vendere, ma di analizzare il mercato e il comportamento dei consumatori per rispondere alle loro aspettative e dunque di ottimizzare la redditività. Gli obiettivi più importanti diventano il successo mediatico e le cifre di vendita. Anche per il profumo l’importante è il messaggio che trasmette. Femminismo, ritorno alla natura, movimento gay, punk, neo-romanticismo, si vedono emergere in questi anni stili di vita contrastanti, coesistono parecchie tendenze.

In Europa come negli Stati Uniti nascono profumi concettuali che si rivolgono a una donna sofisticata e provocante o naturale e romantica. Gli stilisti italiani cominciano a creare le loro prime fragranze: Gucci nel 1974, Trussardi nel 1976, Mila Schön nel 1979, Nino Cerruti nel 1979 e Krizia nel 1980. Il made in Italy diventa nel mondo sinonimo di stile ed eleganza.

Dopo le eaux de toilette, veri e propri profumi maschili appaiono sul mercato: l’uomo dissocia profumo e dopobarba.

Anche la profumeria francese si internazionalizza, componendo i suoi profumi sui modelli americani e raddoppiando le sue concentrazioni. Così il profumo Opium, lanciato da Yves Saint-Laurent nel 1977 è la versione francese del profumo americano Charlie di Revlon, lanciato nel 1973. Nascono Givenchy nel 1970, Balenciaga nel 1971, Azzaro nel 1975, Van Cleef & Arpels nel 1976, Ralph Lauren nel 1978 e Bogart nel 1980.

1981 - 1990
Gli anni ‘80 sono gli anni delle sensazioni forti. Uomini e donne si trovano a lottare gomito a gomito nella corsa per la realizzazione personale. E’ l’esplosione del body building e degli sport di velocità: il corpo deve essere agile ed efficace. Il profumo maschile esalta il corpo dell’uomo. Le donne affermano e consolidano le loro conquiste professionali con vestiti scollati e fragranze così forti da poter suscitare malessere. Provenienti dagli Stati Uniti, le note fruttate rinnovano la profumeria maschile e femminile. Negli anni ‘80, compaiono concetti come bellezza “multiforme”, appartenenza a un “clan” per il proprio abbigliamento, pettinatura, profumo. Profusione di creazioni fra le quali Paris di Yves Saint-Laurent e Poison di Christian Dior. Si affacciano nel panorama olfattivo internazionale Orlane e Serge Lutens nel 1983, Lacoste e Davidoff nel 1984, Artisan Parfumeur nel 1985, Ted Lapidus e Cartier nel 1987 e Kenzo nel 1988.

Sono gli anni che vedono il trionfo del made in Italy in tutto il mondo e in tutti i settori produttivi, specialmente nella moda. Gli stilisti italiani più affermati firmano le loro prime creazioni in campo olfattivo: Versace, Armani e Missoni nel 1981, Ferrè nel 1985, Fendi e Benetton nel 1987 Laura Biagiotti nel 1988, Valentino nel 1990. Nel 1981 nasce anche Hanorah. Burberry, storica azienda inglese fondata nel 1856, in questi anni propone sul mercato le sue prime fragranze.

1991 - 2000
Negli anni '90, la comparsa dei movimenti ecologisti e il successo delle medicine non tradizionali esprimono un'aspirazione al naturale e alla dolcezza. Per reazione al decennio precedente, le nuove fragranze richiamano l’acqua come per appagare un desiderio di purificazione. Profumi marini, acquatici, vegetali, poi naturali per ritornare all’essenziale: la terra, il fuoco, l’acqua, il vento. Alcuni profumi rassicurano nel protrarre reminescenze infantili. Uniscono dolcemente il gusto e l’odorato: vaniglia, caramello, latte … L’uomo si apre al mondo delle emozioni, si profuma per sedurre.

Grazie a metodi economicamente e tecnicamente sempre più performanti, il nostro ambiente olfattivo, fino alle fragranze più rare, può essere riprodotto sia dall’industria della profumeria che da quella degli aromi. Come la televisione che moltiplica i suoi programmi grazie ai satelliti, si sviluppa anche uno “zapping” dei consumi. Proliferazione degli stili di abbigliamento, musicali e linguistici, proliferazione di creazioni profumate dal destino spesso tanto effimero quanto quello delle mode che li hanno ispirati. Si può notare una grande diversità olfattiva senza una reale tendenza dominante.

Affermando la loro appartenenza ad un gruppo, una “tribù”, le giovani generazioni adottano uno stile spesso unisex, come l’eau de toilette CK One di Calvin Klein. Compaiono le prime note golose in Angel di Thierry Mugler, Le Mâle di Jean-Paul Gaultier, Lolita Lempicka. Nasce L'Eau d'Issey di Miyake nel 1992.

Miyake

Creatore di moda, Issey Miyake è nato nel 1935 a Hiroshima, Giappone e si è laureato in disegno grafico all’Università di Tama Art di Tokyo. Nel 1965 si è trasferito a Parigi e poi a New York nel 1969. Nel 1970 ha fondato il Miyake Design Studio e nel 1971 Miyake International Inc. La sua prima collezione di moda viene proposta a Tokyo e New York.

Il naso ufficiale della maison Miyake è Jacques Cavallier, nato a Grasse da padre profumiere. Il primo profumo, L'Eau d'Issey, nasce nel 1992.

Animata da un autentico spirito pioniere che unisce precisione e audacia, creatività e innovazione, la maison BPI si dedica con passione dal 1992 all’arte dei profumi al servizio dei suoi creatori di moda, Issey Miyake, Jean Paul Gaultier e Narciso Rodriguez. Per BPI, lo sviluppo di una fragranza di un creatore rappresenta ogni volta una nuova avventura, piena di incertezze, di incognite e di dubbi, ma anche di scoperte e soddisfazioni. Nonostante la metodologia sia ampiamente consolidata, è il fattore umano a prevalere, poiché la chiave di volta di questo processo creativo è il dialogo fra BPI e lo stilista.

Yves Saint Laurent

Yves Saint Laurent, arrivato a Parigi dopo una giovinezza passata in Algeria, viene chiamato dalla Maison Dior nel 1955 come assistente modellista. Nonostante il suo talento, nel 1961 viene sostituito e nel 1962 presenta la sua prima collezione personale di haute couture che avrà un grande successo.

Le sei collezioni, che aveva presentato da Dior nel periodo dal 1958 al 1960, rivelavano già le sue idee innovative, aperte al vento di liberazione che soffiava in quegli anni, come diceva il suo amico Andy Warhol.

E’ stato il primo a vestire le donne di trasparenze, il primo a usare il colore nero non solo per le cerimonie, a costituire una collezione privata dei suoi modelli. E’ stato il primo couturier vivente ad avere una mostra a lui dedicata, nel 1983, al Metropolitan Museum di New York.

La sua prima creazione olfattiva è Y, del 1964, ma uno dei suoi profumi più celebri è certamente Opium del 1977.

Revlon

Fondata nel 1932, è una delle aziende cosmetiche più note al mondo. Fu la prima a colorare gli smalti per unghie e successivamente ad abbinarli ai rossetti.

Una delle sue fragranze più famose, Charlie, è datata 1973.

Shiseido

Fu fondata nel 1872 dal farmacista Yushin Fukuhara, quando in Giappone iniziava il processo di modernizzazione e occidentalizzazione. In questo alveo si colloca l'azione di Fukuhara che orienta la Shiseido verso la produzione di prodotti di tipo occidentale, prima farmaceutici e poi cosmetici. Negli anni successivi il figlio di Yushin Fukuhara, Shinzo, dopo aver frequentato l'università negli Stati Uniti, compie numerosi viaggi in Europa, dove ha la possibilità di conoscere l'arte contemporanea e le nuove correnti di pittura e fotografia. Da qui le premesse per un sostanziale cambio di prospettiva dell'azienda.

Quando Shinzo Fukuhara succede al padre nella direzione di Shiseido, orienta definitivamente l'azienda verso l'area dei prodotti di bellezza e costituisce un reparto pubblicità, raccogliendo, sotto la sua guida, i migliori talenti artistici dell'epoca. Da questo centro creativo nascono una pubblicità e un design fortemente influenzati dai modelli estetici europei.

Van Cleef & Arpels

Nel 1906 i fratelli Arpels e il loro cognato Van Cleef fondarono a Parigi, in Place Vendome, una società che da loro prese il nome.

Con alle spalle una solida tradizione di gioiellieri ed esperti in diamanti, grazie alla loro intraprendenza dopo le sedi francesi aprirono un negozio nella Quinta Avenue a New York.

Sono nel campo della profumeria dal 1976, anno in cui esce la loro prima fragranza femminile, First..

Puig

Nel 1914 Antonio Puig Castellò fondò la compagnia che da lui prese il nome. Fin dai primi tempi si dedicò al settore della profumeria e della cosmetica, ma fu solo nel 1922 che lanciò un prodotto interamente concepito e realizzato dalla Puig. Il prodotto era Milady, il primo lipstick realizzato in Spagna.

Nel 1940 viene lanciato sul mercato forse uno dei più emblematici prodotti dell’azienda, Agua Lavanda Puig. Le materie prime utilizzate erano rosmarino, lavanda, spiga di lavanda e limone, di provenienza esclusivamente spagnola, in virtù del fatto che in quegli anni il mercato spagnolo era completamente chiuso alle importazioni e quindi autosufficiente. Il lancio di Lavanda Puig fu un grande successo e il prodotto conquistò una importate posizione sul mercato a testimonianza del talento innovativo dell’azienda.

Nel 1996 si apre un nuovo capitolo nella storia dell’azienda: la nascita della holding Puig Beauty & Fashion Group, un gruppo che include i settori profumeria, cosmetica e moda.

Il controllo è saldamente nelle mani della famiglia, poiché la struttura esecutiva è nelle mani di tre mebri della famiglia di terza generazione e un membro esterno.

Nel 1998 Nina Ricci entra a far parte del gruppo.

Nel 2000 le attività della compagnia si dividono in tre rami: Prestige Beauty Brands, Fragrances & Personal Care e Fashion.

E’ dello stesso anno l’acquisizione da parte del settore Beauty & Fashion della compagnia spagnola Myrurgia, completata nell’anno successivo dall’acquisizione della Perfumería Gal.

Paul Poiret

Paul Poiret fu il primo creatore di moda che innovò con i profumi questo settore in così rapido sviluppo.

Dal 1904 al 1914, breve periodo durante il quale ebbe fama internazionale, Poiret ha introdotto la donna nel 20° secolo, bandito il corsetto e, per dirla con le sue parole, “ha liberato i seni e imprigionato i piedini”. I vestiti di Poiret erano rivoluzionari e moderni.

Nel campo della profumeria, commercializzò le sue creazioni con il marchio “Les Parfums de Rosine”, dal nome della figlia maggiore. Firmò nel 1912 il suo primo profumo, Chez Poiret. Seguiranno poi Fan Fan La Tulipe, Nuit de Chine, il cui nome in francese era scritto in caratteri cinesi, Le Fruit Défendu, Pierrot, Coeur en Folie e Coup de Foudre, creato nel 1925 e lanciato nel 1931.

Poiret chiuse la sua Maison fino al 1918 a causa della prima guerra mondiale. Negli anni venti, con l’affacciarsi sulla scena di nuovi stilisti, la sua fama cominciò a oscurarsi e non seppe adattarsi alle nuove tendenze della moda femminile.

Si sono servite da Poiret Ida Rubinstein, Isadora Duncan, Eleonora Duse e Sarah Bernhardt. Poiret non ha mai fatto pubblicità, ma ha gettato le basi per il metodo di promozione delle proprie opere che in seguito sarà chiamato “pubbliche relazioni”.

Fu il primo stilista a lanciare profumi, ad aprire un negozio di arredamento e a utilizzare per mostrare i suoi capi modelle in carne e ossa invece di manichini.

Il suo ultimo successo fu alla Mostra di Art Deco nel 1925, dove le esposizioni furono tenute su tre battelli. Dopo questo, la sua fama scese bruscamente finchè nel 1929 dovette dichiarare fallimento. Morì pressochè dimenticato nel 1944.

Morris

La Morris nasce nel 1948 e, inizialmente, opera nel campo del commercio e della produzione di calzature, solide, ben fatte e raffinate. Erano gli anni del dopoguerra, in cui, soprattutto in Italia, si aveva il desiderio di tornare a tempi più sereni.

L’anno successivo Giuseppe Borri, il fondatore, propone la prima fragranza a marchio Morris, Sir Robert, dedicata al pubblico maschile. L’etichetta riproduceva Napoleone a cavallo, in linea con l’immagine di classe e raffinatezza che, insieme a valori come serietà e qualità, è rimasta legata al marchio Morris.

Nina Ricci

Nasce a Torino nel 1883 e nel 1932 fonda la sua Maison di mode a Parigi, in Rue des Capucines in società con il figlio Robert che, nel 1946, crea la società “Parfums Nina Ricci” e lancia la sua prima fragranza, Coeur Joie.

Del 1948 è invece “L’air du temps” che è ancora oggi uno dei profumi più venduti.

Lacoste

La società fu fondata nel 1933 da René Lacoste, tennista di fama mondiale che nel 1927 aveva vinto con la squadra francese la Coppa Davis.

La stampa americana, venuta a conoscenza di una scommessa con in palio una valigia di coccodrillo, aveva soprannominato Renè “Le Crocodile”, nomignolo che poi divenne il logo dell’azienda.

Nata per la produzione e commercializzazione di abbigliamento sportivo, ha lanciato la sua prima fragranza nel 1984.

Lancôme

Cresciuto alla scuola di François Coty, il “padre dei profumi di lusso del 20° secolo”, Armand Petitjean, profumiere e cosmetico, fondò la Lancôme per realizzare un sogno: rendere le donne bellissime. A questo scopo lavorò con i migliori ricercatori.

Armand Petitjean esordì in modo spettacolare presentando Lancôme sul mercato con cinque grandi fragranze. Tutti i flaconi erano disegnati da un grande artista, Georges Delhomme. Le sue creazioni realizzate per Lancôme sono ancora oggi oggetto di collezioni.

Lolita Lempicka

La favola di Lolita Lempicka iniziò quando, all’età di sei anni, la stilista francese realizzò i suoi primi vestitini per le bambole Barbie. Oggi, conosciuta in tutto il mondo per il suo stile sensuale e romantico, Lolita Lempicka vanta più di vent’anni di successo nel mondo della moda.

Il segreto del successo della stilista consiste nel lasciar correre la fantasia in un mondo di fiaba, dove la femminilità assume la forma di giovani e bellissime fate che incantano con il loro fascino sensuale e, allo stesso tempo, innocente.
Lo stile di Lolita Lempicka fonde sogno e realtà, barocco e contemporaneo, esprimendosi in creazioni ispirate a donne giovani e romantiche, che amano giocare con pizzi, trasparenze e ricami arabescati. Uno stile unico, che si ritrova nella fragranza Lolita Lempicka Eau de Parfum: una sinfonia di note olfattive sensuali e voluttuose, dalla dolcezza magnetica e misteriosa.

Jeanne Lanvin

Jeanne Lanvin nasce a Parigi nel 1867 e già nel 1889 fonda il suo primo negozio di cappelli nel prestigioso Faubourg Saint Honoré.

Nel 1895 sposa il Conte Emilio di Pietro e da questa unione nasce l’adorata figlia Margherita, che diventa la sua principale fonte di ispirazione. Tre le grandi passioni di Madame Lanvin: la moda, l’Art Deco e i profumi.

Le creazioni di moda di Jeanne Lanvin hanno inizio nel 1908 con la prima collezione di abiti per bambini, cui segue, l’anno dopo, la prima collezione di abiti da donna. La prima collezione uomo si avrà invece, nel 1926. Dal taglio sartoriale al pret-à-porter, una continua ricerca dell’eccellenza e della qualità, attraverso la cura e la ricercatezza dei dettagli, caratterizza questa sua prima grande passione.

Nel 1920 Jeanne dà espressione alla sua seconda passione, l’amore per L’Art Deco, con la creazione di “Lanvin Decorations”, per la quale collabora con l’architetto-scultore Armand-Albert Rateau. L’influenza dell’Art Deco è tale che “stilizza” l’emblema della marca.

Nello stesso anno Jeanne Lanvin crea anche la sua prima fragranza, Mon Peché My Sin, con la quale inaugura l’inizio di una serie di successi profumati il più famoso dei quali è sicuramente Arpège del 1927.

Nel 1946 Jeanne muore lasciando la presidenza della Maison de Couture Lanvin alla figlia.

Tra i famosi designer che hanno contribuito alla fama Lanvin, Claude Montana è colui che crea la Haute Couture Lanvin.

Kenzo

La storia dei profumi Kenzo parte nel 1987 con la creazione di Kenzo de Kenzo, una fragranza fiorita composta sullo stile giapponese.

Seguono poi, tra gli altri, Kenzo pour Homme del 1991 e Parfum d’eté del 1992.

Negli anni tra il 2000 e il 2003, tutte le fragranze proposte sono raggruppate sotto il marchio Kenzo Parfums.

Germaine Cellier

Fino agli anni Trenta i profumi erano creati unicamente dai profumieri come Houbigant, Caron e Coty, ai quali le aziende come Roure fornivano le materie prime per le loro creazioni. Sotto la spinta di Louis Amic, Roure cominciò a realizzare delle composizioni per proporle ai grandi couturier che lanciavano poi il profumo con il proprio nome. Fu in questa atmosfera innovativa che Germaine Cellier, giunta a Parigi nel 1930 dove aveva intrapreso studi di chimica e in forza alla Roure, da artista nata quale era potè dare libero corso alla sua creatività.

Nel 1944 realizzò per Balmain “Bandit”, che conteneva l’1% di isobutilquinoleina (una materia prima sintetica dall’effetto olfattivo del legno verde) e nel 1945 Vent Vert, il primo profumo verde: fino ad allora “osare” l’8% di galbano era impensabile!

Nel 1946 passò a Exarome, nel 1964 creò Monsieur Balmain; in seguito realizzò numerose composizioni vendute negli Stati Uniti per Elizabeth Arden.

Grazie alle intuizioni di Roure, si può ora dire di Germane Cellier che ella fu un grande profumiere che influenzò tutte le creazioni grazie alle sue idee originali, audaci e moderne.

Givenchy

Nel 1927 nasce Hubert de Givenchy che, già all’età di dieci anni, dopo una visita all’Esposizione Universale di Parigi scopre un'enorme passione per la moda. In quella occasione prende la decisione di diventare couturier.

Dopo la liberazione si trasferisce a Parigi presso Jacques Fath e comincia il suo apprendistato sotto la guida Robert Piguet.

Finalmente, nel febbraio del 1952, Hubert de Givenchy realizza il suo sogno e apre la sua Maison de Couture.

Nel 1955 ottiene l’Oscar per i migliori costumi con il film Sabrina e nel 1957 crea De, primo profumo femminile. In seguito viene lanciato L’Interdit, dedicato all’ispiratrice della Maison, Audrey Hepburn, ma è dagli anni '70 che Givenchy diventa una presenza costante nel panorama olfattivo internazionale.

Givenchy si unisce al gruppo LVMH (Moët Hennessy Louis Vuitton) nel 1988, accanto ad altri marchi prestigiosi come Christian Dior, Louis Vuitton, Christian Lacroix, Céline.

Helena Rubinstein

Laureata in medicina all’Università di Cracovia,emigrò in Australia dove aprì un salone di bellezza nel 1902 in cui presentava una propria crema per il viso. Il prodotto ebbe un immediato successo ed Helena ritornò in Europa per perfezionare I suoi studi con dei dermatologi e aprì saloni a Londra (1908) e a Parigi (1912), prima di scoprire che il vero mercato erano gli Stati Uniti all’inizio della prima guerra mondiale.

Il suo doppio approccio consisteva nel formulare scientificamente e distribuire prodotti a clienti informati del loro corretto utilizzo. Efficace formula che guida l’introduzione dei prodotti per la cura medicale della pelle, trattamenti termali e mascara waterproof.

Crea la sua prima fragranza nel 1948. Helena Rubinstein ha devoluto parte della propria fortuna a opere filantropiche, finanzia musei, scuole e istituzioni per i poveri, soprattutto donne e bambini.

Hermès

Hermès nacque nel 1837 come laboratorio di finimenti di lusso. Già agli inizi del 1900, grazie all’Esposizione Universale di Parigi, il laboratorio della famiglia Hermès, situato ormai da vent’anni al numero 24 di Faubourg St. Honorè, assiste a un forte sviluppo della sua attività nei paesi stranieri.

Le bardature e i finimenti di lusso realizzati da Hermès diventano oggetti molto ricercati presso le corti di tutta Europa.

Nel 1930, convinti che la selleria non basterà a prolungare lo slancio creativo dell’azienda, gli Hermès iniziano la realizzazione di abbigliamento femminile in pelle, della famosa agenda Hermès adottata in tutta la Francia e dei foulard che diventeranno oggetto da collezione.

Negli anni '50 Hermès crea nuovi prodotti, come le cravatte e i profumi, che portano nomi evocativi della tradizione Hermès, come Equipage, Calèche e Amazone.

Jean Patou

La storia della Maison Jean Patou comincia all’inizio del 20° secolo quando presenta la prima collezione Haute Couture nel 1919, appena finita la guerra, ottenendo un immenso successo.

Negli anni Venti seppe imporre il proprio stile e affermarsi come creatore di grande talento.

Nel 1930 creò il suo celebre profumo Joy, accompagnato dallo slogan: il profumo più caro del mondo.

Jean Patou rivoluzionò la moda, inventando tra l’altro il concetto di sportwear e contribuì con il suo stile spumeggiante, molto femminile e decisamente moderno all’emancipazione delle donne. Tutti i suoi profumi sono caratterizzati da una lussureggiante femminilità.

Gabrielle Chanel

Nata a Saumur, Francia, il 19 agosto 1883, Gabrielle Chanel, chiamata Coco, proveniva da una famiglia povera, ebbe un'infanzia molto umile e triste, trascorsa in gran parte in un orfanotrofio. Fin da piccola mostrò il suo talento originale vestendo una bambola con i pezzi delle tende di una zia.

Iniziò la sua carriera disegnando cappelli, prima a Parigi nel 1908 e poi a Deauville. Il successo arrivò negli anni Venti, quando aprì una delle sue sedi in Rue de Cambon n. 31 a Parigi.

Il suo primo profumo, il celeberrimo N° 5 lanciato nel 1921, non fu però creato da lei. Il profumiere di origine russa Ernest Beaux, seguendo il consiglio dei suoi collaboratori, presentò le sue creazioni a Coco. Ella scelse la quinta e la battezzò N° 5 dato che presentava la sua collezione il 5 maggio. Fu un’intuizione geniale. Coco diceva di non approvare la mescolanza dei generi, ma dopo il successo riportato da N° 5, divenne evidente che il profumo era il mezzo ideale per far conoscere la sua filosofia della moda a un pubblico più vasto.

Raggiunse l’apice della sua fama negli anni Trenta quando, dopo aver inventato i suoi celeberrimi e rivoluzionari tailleur (costituiti da giacca maschile e gonna diritta o pantaloni, fino a quel momento esclusivamente maschili), impose uno stile sobrio ed elegante dal timbro inconfondibile.

La sua Maison occupava 3500 midinettes e altro personale impiegato in un centro di couture, uno studio di couturier e un laboratorio di profumeria.

Lo stile da lei lanciato ha rappresentato il nuovo modello femminile del '900, ossia un tipo di donna dedita al lavoro, a una vita dinamica, sportiva, priva di etichette e dotata di autoironia, fornendo a questo modello il modo più idoneo di vestire.

Ernest Beaux

Ernest Beaux nacque a Mosca nel 1881, pochi mesi prima della creazione di Fougère Royal d’Houbigant.

ll suo primo grande successo come creatore di profumi fu la realizzazione del Bouquet de Napoleon, nel 1912.

Nelle sue memorie ci descrive la situazione della creazione dei profumi agli inizi del '900: “Nel 1898 l’arte del profumiere consisteva soprattutto nel mescolare un numero di materie prime relativamente ristretto. Fino alla scoperta della vanillina, dell’eliotropina e della cumarina le formule erano molto semplici e potevano sembrare agli occhi di un profumiere moderno ingenue e soprattutto poco varie”. Per esempio, gli aldeidi, conosciuti da tempo, trovarono pieno utilizzo solo nel 1920.

Nel 1921 creò per Chanel il celeberrimo N° 5, capostipite di tutti i profumi con accenti aldeidati, una fragranza di estrema freschezza a lui evocata da una permanenza in una regione nel Nord Europa, al di là del Circolo Polare Artico, terra del sole di mezzanotte.

Estée Lauder

La Estée Lauder Company fu fondata nel 1946 a New York dalla signora Estée, di origini ungheresi (il cui nome era una variazione del suo nomignolo di famiglia) e dal marito Joseph Lauder.

Assistita dallo zio, di professione chimico, e da sempre interessata alla bellezza, cominciò la sua attività producendo e commerciando prodotti per la cura della pelle.

Lei stessa racconta nella sua autobiografia di avere scoperto nel 1953 di essere un “naso”. Voleva convincere le donne che il profumo era qualcosa da usare quotidianamente per sé stessi e non solo da regalare. Fu così che creò e lanciò la sua prima fragranza, Youth Dew, in quello stesso anno.

Estée Lauder fu la prima ad applicare una diversa prospettiva alle fasi di sviluppo di una creazione, basandosi sull’immagine mentale della donna che lo avrebbe indossato. Le aziende Estée Lauder ora presentano sul mercato più di settanta fragranze, avendo riunito sotto il proprio marchio, nel corso degli anni, Aramis, Clinique, Prescriptives, Therapy, Tommy Hilfiger, Donna Karan.

Fautrice appassionata dei “campioni”, Estée Lauder li ha usati per attrarre i clienti.

Nel 2000 ha collaborato al restauro della Fornarina di Raffaello, legando il proprio nome alla bellezza resa eterna dall’arte e non solo a quella legata ai propri prodotti.

Davidoff

La famiglia Davidoff, fuggendo dai progroms russi nel 1911, si stabilisce a Ginevra dove Henri, padre di Zino, intraprende un commercio di sigarette.

Nel 1926 Zino intraprende il suo primo viaggio in Sudamerica. L’esperienza acquisita e i suoi contatti con i governi locali gli permettono di affermarsi ben presto come lo specialista mondiale del sigaro. Fu il primo che nel 1933 creò la prima cantina umidificata per la conservazione dei sigari.

L’azienda Davidoff ha lanciato il suo primo profumo nel 1984.

Edmond Roudnitska

Edmond Rodnitska ebbe il suo esordio nell’aprile del 1926, quando entrò a far parte di un laboratorio di profumeria a Grasse. Così ebbe modo di guadagnarsi un’ottima base di partenza, passando in rivista tutte le materie prime, sia quelle naturali, sia quelle di sintesi dal punto di vista chimico, fisico e organolettico.

Dal 1927 al 1949, anno in cui tornò nel Midi, lavorò a Parigi e conobbe i suoi primi successi come creatore. Ma la fragranza che resta indissolubilmente legata al suo nome è Eau Sauvage, realizzata nel 1966 per Dior e che fece dire di lui “l’uomo che creò Eau Sauvage”.

Creò inoltre, negli anni, Femme per Rochas e Ocean Rain per Valentino. Ma la sua collaborazione più feconda fu con Dior, per il quale realizzò Diorama, Eau Fraîche, Diorella, Diorissimo, Dior Dior.

Non si accontentò di creare profumi, anche se ottimii: la sua passione per la profumeria lo portò a essere il naso che più ha scritto, trattato, spiegato, insegnato e dimostrato, anche in maniera critica talvolta, riguardo ai profumi stessi. Ebbe a scrivere nei suoi libri che "un buon profumo deve soddisfare il gusto per la bellezza e procurarci uno choc sensoriale e psicologico. Deve essere una composizione dalle proporzioni perfette e dalla forma originale."

Elizabeth Arden

Florence Nightingale Graham, canadese di nascita, arrivò a New York agli inizi del 1900 e aprì il suo primo salone di bellezza, con l’aiuto del fratello e di un giovane amico chimico.

Dopo aver creato il nome dell’azienda unendo i titoli di due libri, si dedicò alla sua missione di trasformare le donne in cretaure attraenti, partendo dalla pulizia del viso con il suo primo prodotto di grande successo, una crema detergente.

La sua prima fragranza è del 1935.

Negli anni 50 creò due grandi istituti di bellezza negli Stati Uniti, vere e proprie case di cura dedicate al total look, estetico e fisico.

Christian Dior

Christian Dior nacque a Granville nel 1905. Lavorò dapprima come illustratore di moda e poi come assistente di moda sia per Le Long che per Piguet.

Dopo la seconda guerra mondiale, e dopo aver suscitato scalpore con le sue collezioni (tra cui l'innovativa New Look), uscì sul mercato nel 1947 con la sua prima fragranza Miss Dior e subito dopo con Diorama.

I suoi profumi, dedicati a donne raffinate ed amanti del lusso, sono diventati sinonimo di eleganza e di classe.

Cacharel

Fu fondata a Nîmes nel 1962 da un giovane di 30 anni, Jean Bousquet che diede alla propria impresa il nome di un uccello della Camargue, il cacharel.

Jean Bousquet ha saputo coniugare la creazione di prodotti di tendenza con una logica pubblicitaria globale e massiva.

Cartier

La storia di Cartier, da sempre sinonimo di oreficeria, nasce con Louis François Cartier che nel 1847 rileva il laboratorio di oreficeria del suo maestro a Parigi. Nel 1904 Edoardo VII d’Inghilterra concede ai Cartier il loro primo brevetto di orafi di corte.

L’uscita del profumo Must è del 1981.

Calvin Klein

Nato come stilista di jeans e biancheria intima, ha lanciato il concetto di casualwear e ha svolto un ruolo chiave nella pubblicità moderna.

Il suo profumo CK One, del 1994, è una delle fragranze più rappresentative dello stile unisex e, ancora oggi, tra le più vendute.

Burberry

Burberry è nato nel 1856 quando Thomas Burberry iniziò la sua attività nella città di Basingstoke, Hampshire, Inghilterra.

Nel 1880 Thomas Burberry inventò il gabardine, un tessuto che respira fabbricato utilizzando un processo innovativo dove i fili vengono resi impermeabili prima di essere tessuti. Questo processo è stato brevettato nel 1888.

Le prime fragranze di questa famosa casa inglese sono state lanciate sul mercato circa cento anni dopo, negli anni ’80 del secolo successivo.

Balenciaga

La storia del profumo ha molti protagonisti e, tra questi, indubbiamente, Cristobal Balenciaga, colui che Coco Chanel definisce "l'unico creatore di moda del nostro tempo". Intere generazioni di couturier si faranno le ossa presso di lui. La maestria dei suoi tagli, dei colori e delle sue sculture non poteva non sfociare nell'universo del profumo.

"Il profumo é un linguaggio che porta in sé bellezza, sogno, ricordo, moda, stile e comportamento". Questo é il credo di Cristobal Balenciaga che, prima ancora di abbandonare le scene a 74 anni, ne aveva già ideati e lanciati quattro.
Al 1947 risale il suo primo femminile, Le Dix, dal numero civico della sua celebre Maison de Couture situata al 10 di Avenue George V a Parigi, ancora oggi un classico contemporaneo della storia della profumeria.

Quadrille nel 1955, Ho Hang nel 1971 (eau de toilette pregiata, uno tra i primi profumi a essere indirizzato ai due sessi e che ancora oggi ha la sua affezionata clientela) e Cialenga nel 1973 dalle note verdi, fresche e giovanili.

Negli anni successivi vengono lanciati Rumba (1988), Talisman (1994), Cristobal pour Elle e pour Lui (2000 e 2001).

_________________
Un giorno il diavolo mi sussurrò all'orecchio: "Tu non sei abbastanza forte da affrontare la tempesta" Oggi ho sussurrato all'orecchio del diavolo: "Sono io la tempesta!"
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Adv



MessaggioInviato: 06 Feb 2016 21:21:31    Oggetto: Adv






Torna in cima
Tartarughina Curiosa

Sexy Turtle
Sexy Turtle


Iscritti

Sesso: Sesso:Femmina
Età: 48
Registrato: 20/03/11 21:20
Messaggi: 20834
Tartarughina Curiosa is offline 

Località: Venezia
Interessi: lettura e ricamo
Impiego: Consigliere di Vendita



italy
MessaggioInviato: 06 Feb 2016 21:26:07    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Dal 1900 al 1970: cosa succede in Italia

Il ‘900 consacra la profumeria italiana come la più importante e diffusa sul territorio nazionale.

Alcune case cosmetiche hanno una produzione che soddisfa un’esigenza provinciale o regionale, altre esportano con successo i loro prodotti anche all’estero.

Vidal

Una delle case di profumo italiane che più di tutte subì l’influenza del luogo in cui nacque, è la veneziana Vidal che, nella laguna veneta già nella prima metà del secolo scorso, aveva costruito uno stabilimento per la produzione di saponi e di profumi.

Grazie ai loro scambi commerciali con l’Arabia e le terre Mediorientali, furono i veneziani, subito dopo il periodo definito Alto Medioevo, a riportare in auge il profumo dopo che per secoli, a causa delle invasioni barbariche, dello spopolamento delle città e del calo dei commerci, i profumi avevano conosciuto un lungo periodo di oblio.

La lunga tradizione di estimatori di essenze e il turismo di massa che periodicamente invadeva la città lagunare, certamente influirono sulla decisione della famiglia Vidal di dedicarsi ai profumi. I prodotti Vidal in breve tempo uscirono dai confini regionali e sono oggi tra i più conosciuti del nostro paese.

Wilmen

La Casa di Profumo Wilmen, italianissima a dispetto del nome esotico, operò nell’Italia del dopoguerra con prodotti appositamente creati per lei da Adam, casa parmense della quale Wilmen era un’appendice, che aveva iniziato l’attività negli anni '30 importando dall’Inghilterra capi di abbigliamento maschile.

La trasformazione da importatori di tessuti a casa di profumo nazionale verso la fine degli anni '30 è indicativa dei mutamenti commerciali che gli imprenditori italiani dovettero affrontare prima dell’ultima guerra a causa delle sanzioni economiche inflitte all’Italia dalla Società delle Nazioni.

Wilmen si era ritagliata uno spazio non solo nel mercato italiano, ma anche in quello del Sud America, verso cui indirizzava buona parte della sua produzione. I profumi Caballero e Tam-Tam, grazie anche al loro costo non elevato, ebbero buona diffusione nel nostro paese.

Giviemme

Quando nel gennaio del 1921 l’allora quarantaduenne conte Giuseppe Visconti di Modrone, erede di una delle più antiche casate milanesi, diede i natali alla casa di profumo Giviemme, le essenze che comparivano in catalogo erano già famose in buona parte d’Europa con il marchio Carlo Erba.

Infatti, Contessa Azzurra, il più conosciuto fra tutti i profumi della nuova casa, era stato creato dal conte Giuseppe che si era scoperto naso prodigioso e moderno sperimentatore dieci anni prima, nel 1911, negli stabilimenti del suocero, il commendatore Luigi Erba, fratello di Carlo, affermato industriale farmaceutico.

Agli inizi del nuovo secolo i profumieri, e di conseguenza il pubblico femminile, avevano scoperto che nuove fragranze originali potevano essere create utilizzando prodotti sintetici senza necessariamente ricorrere all’estrazione tradizionale dei componenti odorosi da fiori o piante, come invece era stato fatto per millenni. Il profumo poteva essere nuovo, suggestivo, e una volta indossato aggiungeva un misterioso elemento di fascino.

Giuseppe Visconti intuì che il profumo moderno doveva rompere con la tradizione “naturale” e ricercare aromi inediti avventurandosi per le nuove strade della chimica. Il modo audace di utilizzare le essenze accostandole e amalgamandole tra loro con la genialità dell’artista, aveva portato alla nascita, oltre a Contessa Azzurra, dei profumi Subdola (contenuto in un flacone in stile rinascimentale), Dimmi di sì!... e di Nina... sorridi (racchiuso in un vetro veneziano sormontato da una minuscola testina di fanciulla rivestita di uno scialletto serico).

Il successo delle nuove profumazioni e il riconoscimento delle notevoli capacità artistiche avevano convinto il conte, padre del regista cinematografico e teatrale Luchino Visconti, ad aprire uno stabilimento per la produzione profumiera a Dergano, a quel tempo sobborgo milanese.

Subito dopo l’avvio dell’attività, alle vecchie profumazioni si erano aggiunte Venezia mia e Giardino antico (il primo, contenuto in un flacone in vetro di Murano e il secondo in un flacone di ceramica), Acqua di Fiume, dedicata a Gabriele D’Annunzio, divenuta poi la fragranza prediletta del Vate, Giacinto Innamorato, Gardenia, Tabacco D’Harar e, dopo la seconda guerra mondiale, nel 1947, Le Quattro Stagioni, fragranze contenute in flaconi realizzati da Fulvio Bianconi.

Giviemme fu, per circa cinquant’anni, casa di profumo a tutto tondo che non si limitò alla produzione di profumi ma realizzò linee complete di ciprie, talchi, brillantine, creme, saponi e perfino sigarette per profumare ambienti. Furono gli anni '70 a segnarne il declino e la rapida scomparsa.

Il conte Giuseppe Visconti di Modrone, artefice e animatore della Casa, si era spento nel 1941.

Lepit

Vuole la leggenda che all’inizio del 1900 Gabriele D’Annunzio decise di creare un profumo. Assillato dai debiti e costantemente alla ricerca di iniziative che gli procurassero del denaro senza eccessivo impegno intellettuale, s’imbarcò nell’impresa aiutato da un “naso” di cui non ci è pervenuto il nome.

Dopo i primi tentativi il progetto naufragò, forse per mancanza di investitori o per esaurimento d’interesse da parte del Vate e venne accantonato per non essere mai più ripreso.

Vero è, invece, che il poeta perennemente innamorato delle essenze che costantemente indossava e di cui mai si sarebbe privato per i suoi convegni amorosi, battezzò alcune fragranze della casa di profumo Lepit di Bologna, che riunì sotto la denominazione “I profumi del Carnaro”.

Linetti

La città di Venezia ha dato i natali a due tra le più importanti case di profumo nazionali: Vidal e Linetti.

Linetti, più ancora di Vidal, con una produzione non particolarmente costosa, ha sempre sollecitato l’immaginario dei consumatori proponendo, nelle sue composizioni e confezioni, l’aspetto romantico della città lagunare, le sue tradizioni culturali e il suo passato storico-artistico. Emblematico il suggestivo nome dato a una sua profumazione Notte di Venezia, e tipiche le figurine in ceramica per contenere i flaconcini di profumo che riproducono paesaggi lagunari e maschere del teatro veneziano.

Grande successo ottenne negli anni 1950-1960 la Brillantina Linetti, grazie anche a alcuni caroselli televisivi che resero popolare un personaggio e una frase divenuta un tormentone “Anch’io ho commesso un errore…non ho mai usato la brillantina Linetti!”

Rudy

All'inizio del secolo, i retrobottega di barberia erano i crogioli dove si componevano e si sperimentavano nuove misture per l'estetica dei clienti. Non passava mese senza che un artigiano delle forbici non proclamasse di aver trovato il rimedio per arrestare la calvizie, cruccio e sconforto di ogni individuo, o per rendere morbida e fluente la barba. I clienti si spostavano in massa di salone in salone, a seconda dei veri o presunti risultati propagandati di bocca in bocca la sera nei caffè, davanti a un bicchierino di Zucca, di Strega o di Punt e Mes, finché un prodotto composto da Spiridione Calabrese, coiffeur pour homme nella città di Milano, incontrò - dopo numerosi tentativi infruttuosi - il favore del pubblico. I clienti con evidenti segni di calvizie mostravano orgogliosi la fitta peluria che andava formandosi alla sommità del capo dall'inizio della cura, e per il barbiere, dopo anni di esperimenti, iniziò il successo.

Spiridione Calabrese aprì così una piccola fabbrica, estendendo la linea di articoli cosmetici anche alle signore e attenendosi a una regola che venne osservata anche dai suoi successori: fabbricare articoli di profumeria non particolarmente costosi che raggiungessero la massa. Calabrese indirizzò, con lungimiranza, i propri prodotti verso la grande distribuzione, i grandi magazzini che nascevano nell'Italia del Modernismo.

Attento agli umori della clientela, agli entusiasmi e ai desideri di un target popolare, impose alla ditta un nome in quel momento di grande fascino: Rudy, diminutivo di Rodolfo Valentino, il divo dello schermo più affascinante del momento.

Nella realizzazione dei propri prodotti, Rudy prestò sempre molta attenzione agli umori delle masse: in particolare le confezioni che contenevano le essenze, riscoperte in questi anni e rivalutate da una critica più attenta che in passato, spesso compiacevano il desiderio della gente comune che amava l'oggetto insolito per poterlo esporre nel “salotto buono”.

Schuberth

Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, già nel 1947, Emilio Schuberth era, tra la nuova generazione di sarti italiani, uno dei più conosciuti. Di origine austriaca, ma romano di adozione, creò un proprio stile divenendo ben presto famoso nel risorto bel mondo della capitale. Fu indossando un suo abito che Sophia Loren si presentò al concorso di Miss Italia suscitando ammirazione per l’eleganza del portamento. Clienti di Schuberth erano anche Soraya (la principessa triste, moglie dello scià di Persia, ripudiata dal consorte perché non in grado di dargli un erede) ed Evita Duarte de Perón, moglie del presidente argentino e protagonista della rivoluzione che aveva portato il marito al potere. Sia Soraya che Evita ebbero modo di conoscere il sarto durante i lunghi soggiorni in Italia, la prima in un forzato esilio, la seconda come ambasciatrice del proprio Paese.

Come i grandi couturier francesi, anche Schuberth volle dare il proprio nome a una linea di profumi e per questo si rivolse alla Adam di Parma che realizzò le profumazioni in seguito griffate dal sarto.

Famosi furono negli anni 1950-1960 i profumi Taffetas, Schu, Coquillages indossati dalle dame dell’aristocrazia e della ricca borghesia romana. Queste fragranze divennero emblematiche dell’epoca, tanto che in una scena del film “La dolce vita” di Federico Fellini, girata nella stanza da bagno di un ricco palazzo romano, i flaconi di profumo che adornavano la toilette erano quelli di Schuberth.

_________________
Un giorno il diavolo mi sussurrò all'orecchio: "Tu non sei abbastanza forte da affrontare la tempesta" Oggi ho sussurrato all'orecchio del diavolo: "Sono io la tempesta!"
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Tartarughina Curiosa

Sexy Turtle
Sexy Turtle


Iscritti

Sesso: Sesso:Femmina
Età: 48
Registrato: 20/03/11 21:20
Messaggi: 20834
Tartarughina Curiosa is offline 

Località: Venezia
Interessi: lettura e ricamo
Impiego: Consigliere di Vendita



italy
MessaggioInviato: 06 Feb 2016 21:27:18    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Dal 1970 al 2000: il trionfo del made in Italy

Dopo un inizio stentato a causa della crisi energetica, in Italia alcuni settori produttivi come la moda, diventano terreno fertile dove il gusto raffinato e lo stile dei designer germoglia e si consolida fino a diventare l’immagine stessa del prodotto italiano nel mondo: nasce il made in Italy.

1971 - 1980
In Italia i primi anni '70 sono quelli della crisi energetica e dell’austerity. Mentre i consumi interni subiscono un calo, si afferma all’estero il made in Italy, un concetto che diventa nel mondo sinonimo di stile ed eleganza. Dalla moda al design, dal cibo ai gioielli, passando dalle scarpe alle automobili sportive i prodotti italiani arrivano nei più remoti angoli del mondo. Gli stilisti italiani cominciano a creare le loro prime fragranze: Gucci nel 1974, Valentino Garavani nel 1976, Mila Schön nel 1981, Krizia nel 1981. Nascono aziende come ICR nel 1975, Euroitalia, Florbath.

La fine del decennio vede un cambio di prospettive in tutti i settori produttivi: non si tratta più solo di produrre e di vendere, ma di analizzare il mercato e il comportamento dei consumatori per rispondere alle loro aspettative e dunque di ottimizzare la redditività. Anche per il profumo l’importante è il messaggio che trasmette. Si vedono emergere in questi anni stili di vita contrastanti, coesistono parecchie tendenze: femminismo, ritorno alla natura, movimento gay, punk, neo-romanticismo. L’uomo dissocia profumo e dopobarba, appaiono, dopo le eau de toilette, veri e propri profumi maschili.

1981 - 1990
Compaiono concetti come bellezza “multiforme”, appartenenza a un “clan” per il proprio abbigliamento, pettinatura, profumo. E’ l’esplosione del body building: il corpo deve essere espressione di agilità ed efficacia. Il profumo maschile esalta il corpo dell’uomo, mentre le donne sottolineano il loro successo nel campo del lavoro con fragranze forti.

1991 - 2000
Sono gli anni della globalizzazione. Collegati ormai da internet, dai satelliti, dai telefoni cellulari, gli abitanti del villaggio globale sviluppano stili di abbigliamento, musicali e linguistici dal destino spesso tanto effimero quanto quello delle mode che li hanno ispirati, senza una reale tendenza dominante.

In Italia nasce Acqua di Parma, e Bulgari e Ferragamo propongono sul mercato le loro prime fragranze. Affermando la loro appartenenza a un gruppo, una “tribù”, le giovani generazioni adottano uno stile spesso unisex.

La comparsa dei movimenti ecologisti e il successo delle medicine non tradizionali esprimono una generale aspirazione al naturale e alla dolcezza. Le nuove fragranze richiamano l’acqua con profumi definiti marini, acquatici, vegetali. Alcuni profumi uniscono dolcemente il gusto e l’odorato: vaniglia, caramello, latte…in una evocazione del mondo dell’infanzia.

Si può notare una grande diversità olfattiva: grazie a metodi economicamente e tecnicamente sempre più performanti, il nostro ambiente olfattivo, fino alle fragranze più rare, può essere riprodotto sia dall’industria della profumeria che da quella degli aromi.

Acqua di Parma

Nel 1916 l’omonima colonia nasce in un piccolo laboratorio di Parma.

Già nel 1930 si riscontra una grande crescita nella richiesta di Acqua di Parma che, nel ventennio successivo, accresce la sua popolarità e il suo successo conquistando personaggi famosi e importanti attori di Hollywood. Qualcosa cambia a partire dal 1960: Acqua di Parma rappresenta la tradizione ma viene tenuta “riservato” come un segreto nelle case dell’alta società.

Grazie all’intuito imprenditoriale di Luca di Montezemolo, presidente Ferrari, Diego Della Valle, titolare di Tod’s e Paolo Borgomanero, azionista del Gruppo La Perla, uniti dal desiderio di salvaguardare un’antica tradizione italiana, nel 1993 Acqua di Parma rinasce. Da questa data in poi il cammino del marchio continua costantemente, costellato da successi come l’inaugurazione della prima boutique nell’esclusiva via del Gesù a Milano e l’apertura di numerosi corner nei più importanti store del mondo.

E’ datato 2000 il nuovo e importante capitolo nella storia di Acqua di Parma: l’ingresso di LVMH all’interno del centenario marchio italiano. L’accordo fra i due gruppi trasformerà Acqua di Parma in un protagonista del lusso internazionale. Nel 2003 il gruppo LVMH acquisisce il 100% di Acqua di Parma.

A oggi Acqua di Parma conserva intatte le caratteristiche che hanno contribuito, nel tempo, a rendere il marchio sinonimo dello stile di vita e della raffinatezza italiana: l’esclusività della produzione in serie limitata, la naturalezza degli ingredienti utilizzati, la cura nella lavorazione, la ricercatezza nella confezione realizzata a mano.

Armani

Lasciata Piacenza, dove è nato nel 1934, per Milano, Giorgio Armani lavora per “La Rinascente” e contemporaneamente come assistente fotografo. Dopo una breve esperienza in un ufficio di promozione di moda, dove ha la possibilità di conoscere e apprezzare prodotti provenienti dall’India, dagli Stati Uniti e dal Giappone, senza una vera e propria formazione specifica, disegna per Nino Cerruti una collezione uomo nel 1964. In seguito, grazie ai consensi ricevuti, decide di aprire una propria casa di produzione con relativo marchio autonomo, nel 1975 crea la Giorgio Armani spa e lancia una linea di prêt-à-porter maschile e femminile.

Armani ha sviluppato negli anni uno stile inconfondibile, raffinato ma nello stesso tempo da portare tutti i giorni.

Nel 1981 lancia la sua prima fragranza e nel 1982 ottiene la consacrazione definitiva come imprenditore di successo, quella attribuita dalla copertina del settimanale Time. Armani ha anche creato costumi per il teatro, per l'opera o per il balletto, oltre a tutto il guardaroba di Richard Gere in American Gigolò, film del 1980.

Bulgari

Emigrato a Roma nel 1884, Sotirio Bulgari discendente di un’antica famiglia di argentieri greci, nel1905 inaugura con i figli il negozio di via Condotti.

Durante il primo decennio del 20° secolo, i due figli di Sotirio svilupparono un appassionato interesse per i gioielli e le pietre preziose e subentrarono gradualmente al padre nella conduzione dell’azienda. Negli anni '50 Bulgari cresce e si espande fino a imporre ovunque il suo stile unico, cammino che prosegue nel 1970 con l’apertura di negozi a New York, Parigi, Ginevra e Montecarlo.

All’inizio degli anni '90 viene fondata in Svizzera la Bulgari Parfums. Nel 1997 Bulgari presenta la sua prima collezione di sciarpe di seta e nel 1998 le collezioni di borse di pelle e occhiali.

Euroitalia

Euroitalia trasferisce la moda e il design in profumi e cosmetici: una strategia vincente per diffondere nel mondo i nomi dell’industria italiana.

Euroitalia nasce nel 1980 dall’estro creativo di Giovanni Sgariboldi e da subito si afferma nel mercato della cosmesi e della profumeria selettiva come azienda leader nella produzione di profumi, make-up e prodotti di trattamento viso e corpo. Sono proprio la qualità, l’innovazione e la creatività, unite alla profonda conoscenza del mercato e all’alta tecnologia delle materie prime utilizzate, a garantire ai prodotti Euroitalia esclusività e prestigio.

Alcuni tra i nomi più noti del mondo della moda si sono così affidati all’azienda per la realizzazione e la distribuzione delle proprie fragranze a livello internazionale: Versace, Moschino, Naj-Oleari, John Richmond.

Fendi

Nel 1925, Edoardo e Adele Fendi aprono in via del Plebiscito a Roma un piccolo negozio di borse e un atelier di pellicceria. La qualità dei prodotti lavorati artigianalmente fa guadagnare loro un’ottima accoglienza. Nel primo dopoguerra la Maison si arricchisce dell’apporto creativo e dell’energia di cinque sorelle Fendi: Paola, Anna, Franca, Carla e Alda.

Dal 1965, la collaborazione di Karl Lagerfeld rivoluziona il concetto stesso di pellicceria che cambia da status symbol ad abbigliamento di moda. Anche le borsette si adeguano alle nuove esigenze della donna moderna. I successi riportati condurranno presto la Maison Fendi a diversificare le proprie attività.

Negli anni '80 nascono prêt-à-porter femminile e maschie, calzature, orologi, profumi, cravatte, foulards, occhiali e accessori per la casa.

Ferragamo

Salvatore Ferragamo all’età di quattordici anni, dalla natia Bonito, in Italia, dopo un apprendistato come calzolaio a Napoli, emigrò in America con la famiglia dove conquistò fama internazionale disegnando i sandali dei soldati romani per i film di Cecil de Mille. Le sue scarpe divennero ben presto famose non solo per lo stile ma anche per la comodità.

Le creazioni di Ferragamo sono amatissime da molti attori, sui set dei film e fuori. Qualche nome: Madonna, Drew Barrymore, Judy Dench, Pierce Brosnan John Travolta, Russel Crowe…

Ferrè

Gianfranco Ferrè nasce il 15 agosto 1944 a Legnano (MI). Dopo la laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1969 parte per viaggiare nel mondo.

Nel 1974 presenta le sue prime collezioni di prêt-a-porter femminile e fonda la Gianfranco Ferrè S.p.A. nel 1974.

Il suo primo profumo, lanciato nel 1984, è Gianfranco Ferrè, seguito nel 1991 da Ferrè by Ferrè e GFF nel 1995.

Gucci

Nel 1921, Guccio Gucci fonda un'azienda specializzata in prodotti in pelle e un piccolo negozio di valigeria nella nativa Firenze. In pochi anni, il marchio ottiene un tale successo che i sofisticati clienti di livello internazionale in vacanza a Firenze affollano la bottega Gucci in cerca delle collezioni di borse, bauli, guanti, scarpe e cinture ispirate al mondo equestre.

Nel 1981, Gucci organizza la sua prima sfilata di moda a Firenze.

Nel 1994, Tom Ford diventa direttore creativo di Gucci e infonde nel marchio di lusso uno spirito audace e provocatorio che viene apprezzato dalle celebrità e dal mondo della moda. Gli succede nel 2006 Frida Giannini, già direttore creativo degli accessori.

ICR

ICR viene fondata l'8 luglio 1975 da Roberto Martone per gestire la divisione cosmetica della Marvin, la societa fondata nel 1946 dal padre Vincenzo, con la strategia di imporsi nel segmento della profumeria alcolica selettiva promuovendo il made in Italy e la moda italiana nel mondo.

Nel corso degli anni ICR ha creato prodotti prestigiosi che hanno segnato la storia del profumo italiano.

L'esordio nella profumeria avviene con l'alta moda di Renato Balestra nel 1977 ma la svolta fondamentale si compie con Trussardi nel 1981 quando viene lanciato il primo profumo femminile del levriero e l'anno successivo Trussardi Uomo che per parecchi anni rimane la fragranza maschile più venduta in Italia nel settore della profumeria selettiva.

La fama e le capacita di ICR seducono negli anni '80 altre importanti griffe italiane: Romeo Gigli, il sogno, l`intellettuale romantico, il primo vero minimalista; Nazareno Gabrielli, elegante connubio di capacita e di qualita dell'artigianato applicate all'industria.

Nel 1988, ICR firma una joint-venture con la famiglia Versace e costituisce la Versace Profumi SpA per lo sviluppo, la produzione e commercializzazione a livello internazionale dei propri profumi. Con la creatività e il magnetismo allo stato puro di Gianni Versace si rafforza il rapporto di ICR con il mondo della moda.

Negli anni '90, ICR inizia ad ampliare la propria struttura per mettere a disposizione di terzi l'attività produttiva e logistica su scala mondiale e offrire al mercato il ciclo intero del prodotto, proporsi come partner industriale di società internazionali nel settore cosmetico, mettendo a disposizione il suo know-how di ricerca, sviluppo, formulazione, pianificazione, acquisti, labelling, produzione, riempimento, confezionamento, controllo qualita e spedizione.

E' in questi anni che Gai Mattiolo, lo stilista romano amato dalla nobiltà che ha vestito tutte le dive, si affida alla capacità imprenditoriale di Roberto Martone per la creazione di una propria linea di profumi.

Nel 2001 nasce ITF S.p.A., frutto di un accordo tra ICR e IT Holding S.p.A., una delle principali aziende italiane attive nella produzione e nella distribuzione di beni di lusso, con l'obiettivo di presidiare il mercato dei profumi e cosmetici. Vengono così siglati accordi importanti con altri nomi eccellenti della moda italiana: Gianfranco Ferré, l'architetto della moda, capace di stupire a ogni sfilata con capolavori e vere opere d'arte a cui molti si ispirano; Roberto Cavalli, che con la sua passione, il suo genio e la sua esuberanza ha lanciato una moda affascinante e graffiante, selvaggia e sensuale che ha stimolato l'azienda verso nuove esperienze. Un'altra licenza viene firmata con Exté, un marchio originale e all'avanguardia, teso a sempre nuove sperimentazioni. L'ultima collaborazione è con il marchio di alta gioielleria italiana, Pomellato.

Nel gennaio 2003 viene inaugurato il nuovo magazzino prodotti finiti, con una superficie di 24.000 mq che si aggiunge alla fabbrica di 18.000 mq, formando così a Lodi un importante complesso industriale con una superficie di 42.000 mq. Il magazzino è diviso in due sezioni: la prima per lo stoccaggio normale ed intensivo dei prodotti, con una capacita di 35.000 posti pallets, la seconda per la preparazione degli ordini e spedizione. Quest'ultima sezione prevede, a sua volta, un'area destinata al diretto servizio delle profumerie al dettaglio, sia in Italia che in Europa ed un'altra area per la preparazione degli ordini ai distributori di tutto il mondo. Lo sviluppo continuo del lavoro ha determinato inoltre l'acquisizione di un'altra unità produttiva di 3.000 mq, la Beauty 2000 di S. Giuliano Milanese e di un altro magazzino esterno a Cortemaggiore di 14.000 mq, preposto al solo stoccaggio di componenti.

Krizia

Mariuccia Mandelli, più nota come Krizia, nasce a Bergamo il 31 gennaio 1935.

Nel 1954 con la socia Flora Dolci e alcune lavoranti apre un laboratorio dove confeziona soprattutto gonne che lei stessa porta in giro per i negozi. Nel 1964 Krizia dispone la prima sfilata autonoma nella prestigiosa sede di Palazzo Pitti, e si aggiudica il premio "Critica della moda".

Propone le sue fragranze dal 1980.

Laura Biagiotti

Laura Biagiotti, romana di nascita, fin da ragazza si abituò a frequentare l’ambiente della moda accompagnando la madre, che gestiva un atelier, alle sfilate di Chanel, Fath e Balenciaga a Parigi.

Nel 1972, dopo aver lavorato tra gli altri anche per Capucci, presenta la sua prima collezione dedicata (sono parole sue) “a donne che non erano né ricche né bellissime e che potevo permettermi anch’io”.

Per lei moda e profumo sono un tutt’uno: il profumo deve sottolineare la personalità di una donna come l’abito che indossa. Nel 1988 crea la sua prima fragranza. Nel suo castello alle porte di Roma, Laura Biagiotti conserva una preziosa collezione di flaconi di profumo da lei raccolti negli anni in tutto il mondo.

Mila Schön

E’ nel 1958 che Milan Schön si trasforma da cliente di Dior e Balenciaga a loro concorrente, trasformando la sua naturale eleganza in una professione che la porterà a costruire la realtà di oggi. All’inizio è un piccolo laboratorio con una sola première, Enrica.

Presenta per la prima volta la collezione alta moda a Firenze, a Palazzo Pitti, nel gennaio 1965. Negli anni ’60 Mila Schön crea quello che diventerà uno degli elementi fondamentali del successo e della popolarità della Maison in tutto il mondo: il tessuto double.

Nel 1966 viene aperta a Milano in via Montenapoleone la sua prima boutique, in un antico palazzo un tempo residenza del poeta Carlo Porta, oggi monumento nazionale e sede dell’azienda.

Nel 1971 nascono le prime collezioni prêt-a-porter maschili e femminili, dedicate a un pubblico sempre esigente. A queste si aggiunge una linea completa di accessori: borse, calzature, cravatte, foulards, occhiali da vista e da sole e profumi.

Trussardi

Fondato nel 1911 da Dante Trussardi come manifattura di guanti pregiati, è negli anni ‘70 che, grazie a Nicola Trussardi, il marchio acquista la propria identità.

Il giovane Nicola Trussardi impone da subito il suo senso degli affari e la sua visione del futuro. Designer, imprenditore e accorto uomo d’affari, trasforma questo laboratorio artigianale in una vera e propria multinazionale, sviluppando linee di pelletteria e successivamente di sartoria e di prêt-à-porter per uomo e donna. La sua moda è contemporanea e al passo con i tempi. Con la pelle, trasforma la cultura dell’abbigliamento, la rende leggera come un tessuto, morbida, sensuale e quasi impalpabile al tatto. La pelle diventa il filo conduttore di soprabiti e microshort, di completi e di T-shirt stampati, goffrati, effetto jeans. La sua moda fa riferimento a un’identità cittadina, è disegnata per rispondere alle esigenze della vita contemporanea.

Sotto il suo impulso, Milano diventa la città della moda, la città che unisce lo stile e il design. Inaugura, nel 1996, Palazzo Marino alla Scala, la prima fondazione che unisce boutique, show-room, ristorante, libreria e galleria.

Da buon italiano, Nicola Trussardi si appoggia alla famiglia e in particolare ai suoi quattro figli, Beatrice, Francesco, Gaia e Tomaso. Chiede loro di pronunciarsi sulle sue collezioni e presto li coinvolge nell’attività dell’azienda, facendoli posare per le campagne pubblicitarie, anche delle fragranze. Immergendoli nella cultura aziendale, inconsciamente li prepara alla direzione prematura del suo impero perché, nell'aprile ‘99, muore in un incidente stradale. Da quel momento la società viene diretta dai figli con la medesima passione.

Grazie alla riconosciuta capacità di interpretare i valori della tradizione in chiave sempre moderna e innovativa, il Gruppo Trussardi ha ampliato nel corso degli anni, le linee dei suoi prodotti.

Versace

Giver Profumi Spa fu fondata nel 1988 per distribuire le fragranze, il make-up e le linee di trattamento Versace a livello mondiale, acquisendo i diritti per la produzione e la vendita dei profumi Versace da Yves Saint Laurent.

Giver Profumi inizia così un lungo percorso, fatto di successi e importanti riconoscimenti: da subito riesce a interpretare e trasferire nei profumi e nel make-up lo stile e la moda Versace.

Nel dicembre 2004, Giver Profumi è acquisita da EuroItalia, azienda italiana leader nella produzione e distribuzione selettiva delle fragranze dei più noti stilisti italiani.

_________________
Un giorno il diavolo mi sussurrò all'orecchio: "Tu non sei abbastanza forte da affrontare la tempesta" Oggi ho sussurrato all'orecchio del diavolo: "Sono io la tempesta!"
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Tartarughina Curiosa

Sexy Turtle
Sexy Turtle


Iscritti

Sesso: Sesso:Femmina
Età: 48
Registrato: 20/03/11 21:20
Messaggi: 20834
Tartarughina Curiosa is offline 

Località: Venezia
Interessi: lettura e ricamo
Impiego: Consigliere di Vendita



italy
MessaggioInviato: 06 Feb 2016 21:29:15    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

La profumeria del 21° secolo

Alla riconquista dell’olfatto
L’inizio del 21° secolo segna una svolta decisiva nella consapevolezza del pubblico verso profumi e olfatto in senso generale. D’ora in avanti, il profumo non sarà soltanto un componente della nostra immagine ma un compagno di viaggio per le nostre evasioni oniriche, un esaltatore dei nostri stati d’animo, un catalizzatore delle relazioni sociali.

Artefici di questo rinnovato interesse sono le società che da sempre operano nell’industria della profumeria e ne ampliano l’influenza in ambiti sempre più ricercati e una nuova generazione di creatori che ripercorre e reinterpreta modelli tradizionali da tempo trascurati.

Gli scienziati s’impegnano ad analizzare i meccanismi della percezione olfattiva nell’uomo e si cimentano nello sviluppo di nuove forme di olfazione, elevando questo senso al suo primordiale rango di nobiltà.

Oggi più che mai, la profumeria contemporanea offre lo spettacolo di una vera e propria profusione d’innovazioni, che non solo ha saputo custodire il suo potere magico ma, attraversando tempo e spazi, si è fatta interprete delle culture, delle tradizioni e delle mode olfattive di ogni continente racchiudendole in creazioni globali.

La globalizzazione e i poli del lusso: fenomeni in ascesa

Il movimento di globalizzazione, innescato già negli anni ’90, genera una concentrazione dei marchi all’interno di gruppi internazionali che ne gestiscono la distribuzione su larga scala territoriale e ispirano creazioni di stampo cosmopolita, frutto di elaborati studi di mercato e analisi delle aspettative dei consumatori. Da artigianato di lusso, l’industria dei profumi intensifica negli ultimi anni la sua conversione in grande industria mondiale con attori principali come Estée Lauder, L’Oréal, Procter & Gamble, Shiseido, Coty, ecc.

Il profumo si propone in veste indifferenziata da una sponda all’altra degli oceani, trasformando i consumatori in cittadini del mondo. Sfumano le frontiere tra moda e profumi, nascono nuovi accordi di licenze: Dolce & Gabbana con Procter & Gamble, Diesel con L’Oréal, Prada con Puig, la griffe francese Chloé al gruppo americano Coty, solo per citare alcuni esempi.
Il successo del connubio moda e bellezza si estende ai prodotti di cura personale, con lo sviluppo di linee di cosmesi griffate: Giorgio Armani apre allo skin care e raggiunge i capostipiti Chanel, Dior, Givenchy, YSL,...

I conflitti e le drastiche trasformazioni politiche, le fluttuazioni delle economie mondiali impongono una revisione austera degli stili di vita che fa scoppiare, per reazione, uno sfrenato desiderio di lusso total look. Unito all’emergere di nuove potenze economiche, questo fenomeno favorisce l’espansione di poli del lusso che concentrano i marchi più famosi in materia di “art de vivre”, dalla gioielleria, alla moda, alla pelletteria, all’enologia sino ai profumi. Una filosofia che si riflette nelle strategie dei gruppi LVMH e PPR che, negli anni, hanno sviluppato, attraverso acquisizioni internazionali, il concetto del prestigio elitario.

La reazione al global: la rinascita della profumeria artigianale

L’uniformità, che può derivare da un approccio globale, suscita all’opposto la ricerca dell’unicità. E mentre cresce l’espansione internazionale di numerose marche, riaffiora il gusto e la ricerca per l’approccio tradizionale, ispirato all’atmosfera dei secoli scorsi, nei quali le fragranze si creavano in “salotti del profumo” con tempi e processi artigianali e un’accurata selezione di materie prime.

Si amplifica la notorietà di precursori come l’Artisan Parfumeur, Maître Parfumeur e Gantier. Rinasce l’attrazione per marchi storici come Parfums d’Orsay, Creed, Floris, Penhaligon’s, Knize.

L’Italia riconquista la sua fama del Rinascimento con la riscoperta delle ricette dell’Officina Santa Maria Novella, l’allargamento dei confini della notorietà di Acqua di Parma e l’affermarsi di nuovi talenti: le creazioni della casa Lorenzo Villoresi, de Il Profumo di Reggio Emilia, di Zuma di Palermo, di Profumi di Pantelleria, le essenze di Carthusia, per citare solo alcuni esempi.

Proliferano le profumerie artigianali, nuovi punti d’incontro dove gli appassionati possono scegliere le loro note preferite e scoprire invenzioni olfattive provenienti da tutto il mondo: dagli USA Bond N° 9; dall’Inghilterrra le fragranze di Clive Christian che acquisì la Profumeria della Corona, e quelle di Miller & Harris; le ispirazioni giapponesi di Keiko Mecheri, e lo stile francese di Annick Goutal.

Il marketing olfattivo

Per sedurre il consumatore e distinguersi, le aziende giocano sempre di più sulla dimensione sensoriale dei prodotti: musiche soffuse, profumi delicati, gusti sottili, colori caldi. Dall’agro-alimentare ai cosmetici, passando per le automobili e il tessile, la parola d’ordine è: mobilitare tutti i sensi.

Le ragioni principali dello sviluppo del marketing sensoriale si possono trovare nella ricerca, da parte del consumatore, da un lato di una compensazione di fronte allo sviluppo di internet e del mondo virtuale, attraverso una percezione sensoriale che ispiri un confortante senso di realtà; dall’altro di un vero contatto con la natura, attraverso tutto ciò che è in grado di risvegliare i suoi sensi in un’avventura sensitiva ed emozionale.

Tra i cinque sensi l’olfatto è quello che veicola il maggiore valore emozionale. Odori che procurano sensazioni di benessere possono incoraggiare il consumo. Perciò, per sedurre il consumatore e differenziarsi, le industrie si lanciano nel marketing olfattivo. Talvolta gli odori permettono alle imprese di consolidare la propria immagine e di creare una forte identità attorno al marchio allo stesso titolo di un logo.

E’ ormai assai frequente percepire un odore di pane fresco e di brioches appena sfornate nei pressi di panifici industriali, la fragranza dell’ultimo profumo in lancio davanti alla vetrina di una profumeria, o l’odore di pop corn e di dolciumi nei cinema americani.

Il profumo fuori dalle profumerie

E’ ormai dimostrato che il profumo è un potente veicolo di comunicazione e come tale esce dai limiti del ruolo di lussuoso accessorio per diventare un elemento che ci accompagna nella nostra vita quotidiana e professionale.

Telefoni profumati

Un colosso giapponese dell’elettronica ha messo in commercio, per ora solo in Giappone, i telefoni cellulari profumati. Disegnati principalmente per un pubblico femminile, sono stati concepiti per alleviare lo stress sfruttando i principi dell’aromaterapia. Senza rinunciare alle caratteristiche degli apparecchi di ultima generazione, questi telefonini emanano le fragranze da strisce adesive profumate posizionate sotto la batteria, all’interno del corpo del cellulare. Un’altra azienda internazionale ha invece registrato il brevetto di una tecnologia diversa, che consentirà ai telefoni cellulari di emanare in modo graduale un’essenza profumata contenuta in una cartuccia intercambiabile.

Profumi via internet

Alcuni ricercatori giapponesi hanno messo a punto una macchina in grado di scoprire il profumo (e quindi di registrarlo) di varie sostanze naturali e successivamente di riprodurle. Gli ingegneri, che stanno lavorando al progetto, sperano presto di poter inviare profumi via internet e attraverso la televisione. Essi affermano che questo sistema è in grado di riconoscere un elevato numero di odori, attraverso quindici nasi artificiali, e di scomporli in una miscela di sostanze chimiche. Una volta registrato il tipo di profumo, e ricreato nella macchina attraverso le sostanze chimiche, il meccanismo produce gocce liquide della sostanza in questione che sono poi riscaldate fino a vaporizzarle. Una volta messo a punto il sistema di registrazione e riproduzione, si potrà trasmettere la decodifica dell’odore a un televisore lontano: sarà sufficiente che l’apparecchio ricevitore abbia al suo interno le varie sostanze chimiche. Ricevuto il messaggio, l’apparecchio elaborerà la miscela delle giuste sostanze nelle giuste proporzioni. Pochi istanti e una goccia dell’odore del mare o di un prato fiorito entrerà in casa.

In Francia è allo studio un progetto per profumare le pagine di internet e trasmettere non solo informazioni testuali e visive, ma anche sensazioni e ricordi. Le fragranze vengono create attraverso un programma che ne regola quantità e qualità, caratteristiche che verranno poi trasmesse in rete. Grazie a piccoli e speciali diffusori progettati appositamente, consistenti in speciali cartucce accoppiate a mini ventilatori, i profumi potranno essere riprodotti localmente.

Secondo Yvan Regeard, ex-direttore di France Telecom per il progetto sui media olfattivi, il progetto potrebbe interessare anche supporti dvd o speciali sistemi per dimostrazioni a distanza. In tempi più lunghi poi gli odori potranno essere inseriti anche nei videogiochi, nei programmi tv o nei siti di commercio elettronico.

Profumazione degli spazi pubblici

La profumazione per ambiente impiegata negli spazi commerciali è diventata ormai uno strumento comune, utilizzato da molte aziende per sedurre il consumatore e indurlo all’acquisto. Relativamente più recente invece è l’applicazione dei principi dell’aromacologia ad altre tipologie di spazi pubblici: negli uffici e nelle sale congressi, con profumi che stimolano la concentrazione; nelle palestre e centri fitness, con fragranze fresche e vitalizzanti che accentuano la sensazione di benessere; nei teatri, sale concerti e musei profumati per rilassare i visitatori e metterli in condizione di fruire dello spettacolo con tutti i sensi. Si afferma una nuova concezione urbanistica che coinvolge finalmente anche l’olfatto.

Metropolitana

Ultima frontiera, il campo dei trasporti. Si parte dai prodotti per la profumazione della propria auto per arrivare a una dimensione che trascende la sfera personale: navi da crociera ma anche traghetti, treni a lunga percorrenza e metropolitane. Maurice Maurin, naso francese che ha collaborato con Hermès, Azzaro e Bogart, ha contribuito allo sviluppo di alcuni progetti, tuttora allo studio, commissionati da RER (Rete Espressa Regionale di Parigi, il sistema di trasporto pubblico suburbano dell'area metropolitana parigina), per la profumazione diversificata delle stazioni della metropolitana parigina.

Il boom della ricerca

Il livello degli approfondimenti e dei nuovi sviluppi va ben oltre le novità tecnologiche, per approdare a campi di ricerca come la medicina e la bioingegneria.

Meccanismi della percezione olfattiva: il premio Nobel

Nel 2004 il premio Nobel per la Medicina viene attribuito a due scienziati americani, Richard Axel e Linda B. Buck, per le loro scoperte sui recettori dell'olfatto e l'organizzazione del sistema olfattivo.

Gli scienziati hanno approfondito i loro studi fino a chiarire i meccanismi che guidano appunto il sistema olfattivo, a partire dal livello molecolare fino all’organizzazione di quello cellulare. Le loro ricerche sui geni, che controllano il meccanismo della percezione degli odori, hanno permesso di identificare una famiglia di geni, circa mille (pari a circa il 3% del totale di quelli del genoma umano), che sono in grado di controllare i recettori olfattivi situati nell'epitelio nasale, captando così le molecole degli odori. La scoperta ha permesso di creare una specie di "mappa" degli odori per capire come si generano e cosa succede nel nostro cervello.

Ogni cellula possiede solo un tipo di recettore olfattivo e ognuno di questi è capace di intercettare un numero limitato di sostanze odorose, per cui il sistema risulta molto complesso e specializzato. Le cellule inviano informazioni direttamente al bulbo olfattivo, l’area del cervello dedicata alla percezione degli odori. Da qui l'informazione viene trasmessa ad altre parti del cervello, dove si combina con altri segnali provenienti da altri recettori olfattivi. Grazie a questo sistema siamo in grado di sentire, per esempio, il profumo di un fiore, di immagazzinarlo nella nostra memoria olfattiva e di riconoscerlo in un'altra occasione. Linda Buck afferma che l'olfatto è di importanza fondamentale per la maggior parte delle specie: “L'odorato mette in comunicazione gli animali col mondo. È un processo particolare, perché il naso percepisce la parte chimica delle strutture. È come se fosse una modalità centrale di dialogo. Ora siamo in grado di decifrare come avviene questa comunicazione al primo livello. È un senso indispensabile per la sopravvivenza.” L'olfatto è di primaria importanza per molti animali adulti, in quanto consente loro di osservare e interpretare l'ambiente.
Nasi artificiali

Da anni, in diversi settori produttivi, si impiegano tecnologie in grado di riconoscere gli odori e di quantificarli. Vengono definiti olfattometri oppure “nasi artificiali”: si tratta di dispositivi in grado di sentire e riconoscere gli odori percepibili e non percepibili dall'olfatto umano. Uno strumento, di piccole dimensioni, portatile, accompagnato da un pc che lo controlla e ne gestisce i dati raccolti. Il primo apparecchio di tale tipo risale agli anni '70, quando in Giappone viene brevettato un naso artificiale in grado di riconoscere l’odore del gas.

Il naso dell'uomo è ovviamente più sensibile: lavora su uno spettro di aromi potenzialmente infinito ed è capace di classificare odori mai sentiti prima. Quello sintetico, invece, identifica soltanto gli odori su cui viene tarato, ma ne dà una misurazione certamente oggettiva. Più vasta è la gamma di odori che il naso elettronico è chiamato a individuare, più sofisticato e complesso dovrà essere il dispositivo.

In Gran Bretagna gli olfattometri sono attualmente utilizzati per individuare tracce di polvere da sparo negli aeroporti. In Italia ne fanno uso industrie alimentari e fabbriche di prodotti chimici, aziende vitivinicole e oleifici, soprattutto per monitorare eventuali frodi o contraffazioni. Presto potrebbe essere sperimentato nella diagnosi precoce di alcuni tipi di malattie, come il cancro o certe forme di schizofrenia: da circa un decennio si lavora in questa direzione all’Università Tor Vergata di Roma.

I profumi edonistici

In un ambiente dove lo stress è sempre di più all’ordine del giorno e sempre più frequentemente viene associato all’inquinamento dei grandi centri urbani, il profumo diventa il veicolo privilegiato attraverso il quale si possono trasmettere sensazioni di sollievo e benessere. Fragranze vitalizzanti, tonificanti, rilassanti, purificanti, tranquillizzanti, effettuano un’azione benefica sul corpo e sullo spirito.

Seguendo i millenari principi dell’aromacologia si sviluppano profumi che esaltano le energie positive, senza dimenticare il potere di seduzione. Tra i precursori, Profumo di Benessere di Collistar e tanti altri come Green Tea di Elisabeth Arden, Aromatic Tonic di Lancôme, Energizing Fragrance di Shiseido...

_________________
Un giorno il diavolo mi sussurrò all'orecchio: "Tu non sei abbastanza forte da affrontare la tempesta" Oggi ho sussurrato all'orecchio del diavolo: "Sono io la tempesta!"
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
lulù

pretty lulù
pretty lulù


Iscritti

Sesso: Sesso:Femmina
Età: 70
Registrato: 14/11/10 18:05
Messaggi: 19211
lulù is offline 

Località: marche





italy
MessaggioInviato: 09 Feb 2016 17:33:08    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Se profumano tutti i luoghi e altro io non potrò uscire più da casa Twisted Evil
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Tartarughina Curiosa

Sexy Turtle
Sexy Turtle


Iscritti

Sesso: Sesso:Femmina
Età: 48
Registrato: 20/03/11 21:20
Messaggi: 20834
Tartarughina Curiosa is offline 

Località: Venezia
Interessi: lettura e ricamo
Impiego: Consigliere di Vendita



italy
MessaggioInviato: 09 Feb 2016 21:53:27    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

beh in genere le gallerie dei centri commerciali vengono profumati, (almeno il Valecenter) e anche le navi certi ambienti comuni sono profumate; invece mi fa un certo che una profumeria (non ricordo il nome) di Venezia che obbliga le commesse, a turno, a strare in piedi sulla porta a spruzzare profumo all'esterno per attrarre i clienti. Non so se si ammaleranno di polmoni a suon di inalare schifezze ma di sicuro andranno a casa ubriache!!!
_________________
Un giorno il diavolo mi sussurrò all'orecchio: "Tu non sei abbastanza forte da affrontare la tempesta" Oggi ho sussurrato all'orecchio del diavolo: "Sono io la tempesta!"
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
lulù

pretty lulù
pretty lulù


Iscritti

Sesso: Sesso:Femmina
Età: 70
Registrato: 14/11/10 18:05
Messaggi: 19211
lulù is offline 

Località: marche





italy
MessaggioInviato: 09 Feb 2016 22:51:52    Oggetto:  
Descrizione:
Rispondi citando

Laughing Laughing Laughing Laughing Evil or Very Mad
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Moda ed Accessori Moda Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora
Vai a pagina Precedente  1, 2
Pagina 2 di 2

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
Non puoi allegare files in questo forum
Non puoi downloadare files da questo forum





. topic RSS feed 
Powered by MasterTopForum.com with phpBB © 2003 - 2008